Per la libertà della rete, la scuola boicotti Big Tech
COMUNICATO STAMPA. CON PREGHIERA DI MASSIMA DIFFUSIONE.
La scuola è il luogo della formazione al pensiero critico. Negli ultimi anni, invece, vediamo sempre più spesso farsi strada una tendenza ad uniformare, a polarizzare, ad additare il dissenso come diserzione o propaganda, nella logica di una scuola-azienda che si fa sempre più caserma.
La scuola italiana, poi, è sempre più colonizzata dalle aziende tecnologiche statunitensi -
le Big Tech - legate a doppio flo al governo USA e al suo complesso militare industriale;
guidate da leader che fnanziano con miliardi di euro movimenti di ultradestra
accarezzando ideologie antidemocratiche quando non apertamente neonaziste.
Queste stesse aziende hanno reso possibile e sostengono a corpo morto il governo di
Donald Trump, la sua caccia all'immigrato, le sue aggressioni militari (ultima quella contro
l'Iran) e il suo sostegno al genocidio in Palestina. Queste aziende sono, nei fatti, complici
dei crimini del governo che hanno reso possibile e che sostengono, che a sua volta
approva e sostiene qualsiasi loro capriccio.
Le scuole italiane si fanno complici di Big Tech a loro volta, attraverso l'adozione di
piattaforme come Google Suite o Microsoft Teams così come con l'introduzione di
pretese IA integrate in queste piattaforme, in spregio a qualsiasi norma, a partire dal
GDPR. Le imprese Big Tech, infatti, sono obbligate per la legge statunitense a consegnare
al proprio governo qualsiasi informazione esso richieda loro, realizzando una proflazione
di massa sui dati dei cittadini non statunitensi. Tutto questo mentre le scuole di New York
e di Los Angeles pongono severi limiti all'utilizzo di software di pretesa IA.
La cosa comincia a produrre effetti anche in Italia. Il 26/8/2026 l'amministrazione Trump
ha inserito il piccolo collettivo italiano Autistici/Inventati nell'elenco delle organizzazioni
terroristiche sulla base della legislazione antiterrorismo approvata dopo l'11 Settembre
(Executive Order 13224), uffcialmente "per aver fornito infrastruttura digitale a presunti
gruppi terroristici". Tutto ciò senza alcuna prova, sentenza, processo o meccanismo di
appello, per pura via amministrativa, unilaterale. Dopo l'Executive Order c'è stato un
crescendo di limitazioni che ha portato il 18/09/26 alla chiusura defnitiva di A/I e alla
totale cessazione di ogni sua attività.
Perché riguarda la scuola?
La concentrazione del potere e la mancanza di contrappesi sono il contrario della
democrazia, soprattutto quando vengono interiorizzate fn dalla più tenera età. La
sorveglianza da parte di chi detiene il potere è incompatibile con il diritto a diventare diversi da come si era a 8-10-12 anni. Non è questione di "non avere nulla da
nascondere", è diritto all'oblio dell'eventuale "fallimento", ad esempio di una prova
INVALSI svolta in maniera meccanizzata.
Se sei docente potresti avere già sperimentato la restrizione degli spazi di democrazia
negli organi collegiali, di autonomia didattica, di pluralismo; potresti avere avuto diffcoltà
ad accedere a delibere, regolamenti, documenti istruttori per discussioni collegiali,
verbali, ecc. e aver notato lo "scandalo" che desta la semplice richiesta di accedervi. La
democrazia, senza accesso all'informazione, è un meccanismo bloccato. Ancora di più la
libertà di insegnamento, quando viene imposto l'utilizzo di "macchine per insegnare" di
chiaro stampo comportamentista radicale, diviene lettera morta, la pedagogia attiva
diviene impossibile e il tuo lavoro cambia profondamente.
Se sei studente/essa, la precoce differenziazione dei percorsi scolastici, la riduzione del
tempo scuola (soprattutto per chi è indirizzato a diventare manovalanza esecutiva), lo
spazio sempre maggiore conquistato da prove standardizzate e la repressione
dell'iniziativa politica attraverso il "voto in condotta" e la riforma dell'esame di stato (di
maturità) sono tutti elementi che dovrebbero allarmarti. Senza dimenticare gli effetti
negativi sull’apprendimento derivanti dall’uso di questi software.
Se sei genitore, di student* di qualunque età, i dati e metadati estratti da qualunque
attività di tu* fgli* sulle piattaforme scolastiche potrebbero essere usate per inserirl* in
categorie predefnite, per condizionarne le scelte future (orientamento?) allo stesso modo
in cui la proflazione online viene usata per fini pubblicitari; per fare del suo percorso
unico di crescita, coi suoi inevitabili salti, volate ed inciampi un destino immodifcabile.
Il potere di queste imprese non è una forza della natura, è un potere che non può esistere
senza di noi. S'intrufola nelle nostre scuole, nelle nostre case, nei nostri computer e
telefoni promettendo semplifcazioni e minor fatica per molte attività quotidiane. Ma così
rischiamo di diventarne complici anche noi che acquistiamo o usiamo, senza interrogarci, i
loro prodotti. Questa cosa può fnire. Questa cosa DEVE fnire.
LI DOBBIAMO FERMARE QUI!
Come accade nelle scuole italiane della Provincia autonoma di Bolzano con il progetto FUSS, abbandonare i software e, soprattutto, le piattaforme Big Tech è ancora possibile, nonostante la chiusura di Autistici/Inventati. Il momento giusto è ORA.
Come sindacati di base impegnati da sempre per la libertà d'insegnamento e per una scuola che sia palestra di democrazia siamo pronti a fare il possibile per supportare lavoratori/trici e istituzioni a riconquistare la propria autonomia da queste tecnologie autoritarie. Contattateci.